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Il 14 gennaio 2026 la Repubblica Islamica d’Iran ha chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo a gran parte dei voli civili, in una misura legata all’attuale periodo di forte instabilità nazionale e agli scontri in corso tra manifestanti antigovernativi e forze di sicurezza.
La decisione, annunciata con un NOTAM dalle autorità aeronautiche iraniane, è entrata in vigore attorno alle 17:00 ora locale e ha interessato la maggior parte dei voli internazionali verso e da il Paese, causando cancellazioni e deviazioni di rotte da parte di diverse compagnie occidentali. Secondo dati raccolti dai servizi di monitoraggio, soltanto pochi voli permessi sono transitati in quell’arco temporale.
Le autorità non hanno fornito dettagli precisi sui motivi della chiusura, ma fonti di settore ipotizzano che la situazione di tensione — con possibilità di azioni militari o scontri violenti — abbia spinto ad adottare misure precauzionali di sicurezza per il traffico civile.
Il blocco ha avuto ripercussioni sui collegamenti europei e mediorientali, costringendo le compagnie a riprogrammare gli itinerari e provocando disagi ai passeggeri in transito. Per la maggior parte, lo spazio aereo è stato riaperto dopo alcune ore con ripristino graduale delle operazioni.
Questa scelta evidenzia la precarietà delle condizioni di gestione governativa in un momento di forte instabilità interna, con effetti tangibili anche sui collegamenti internazionali. Monitoraggi successivi indicano che la situazione è tornata alla normalità nelle ore serali, ma permangono valutazioni di rischio per i voli nella regione.
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